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lunedì 25 ottobre 2021

Monza: Le Cento Città d'Italia - Supplemento del Secolo


MONZA
Le Cento Città d'Italia
Milano, 1891 – Anno XXVI – Domenica 25 ottobre
Supplemento mensile illustrato del Secolo al n° 9180
 
Copertina Monza Cento Città d'Italia
[…]

IL LAMBRO 
Fiume di corso rapidissimo, fu la prima e naturale difesa dell'antica terra; lorquando questa chiamavasi col nome di Vicus o Villa, ed anche allora che fu detta corte, come all'epoca della Teodolinda. Ma sovenuti i tempi in cui apparvero grosse mura ed alte torri, fecesi il Lambro sussidiario a quelle, ivi portando le sue acque per cingere bastie, animare molini, adacquare prati, e far morlizze per pescagioni più o meno privilegiate. Come elemento strategico, segnò la sua massima importanza nell'anno 1329, all'epoca dell'assedio di Lodovico il Bavaro, il quale, non potendo varcarlo o guadarlo, dovette ascendere e sembra impossibile, fino al ponte di Alliate, tanto fino d'allora valeva il precetto di girare la posizione. Nei tempi medioevali venne sistemato con gran chiusa in muratura proprio alle radici del castello, e con altri sostegni necessarî a trattenere l'impeto delle piene, e più a guarentire i diritti delle molte derivazioni, fra le quali principalissima quella concessa da Giovanni Galeazzo Sforza nell'anno 1474 a Facio Galerano che aveva fondi da irrigare a Carugate.

 
I LONGOBARDI  
Erano stranieri, barbari, ariani, maledetti da Dio, cioè, diremo meglio, dai cattolici, e, fino ad un certo punto, come romani avevano ragione di farlo: eppure codesti feroci, dalle teste rasate sulla nuca e pioventi sul davanti enormI ciuffi e più ispide barbe, avevano in sé stessi i germi di una civiltà arcaica, patriarcale, campereccia da renderli nel decorso brevissimo di circa due secoli, consolidati nella mente e nel cuore di questa regione che ne volle perfino assumere il nome. Teodolinda moglie d'Autari indi di Agilulfo attratta dall'amenità del sito, e forse dalla tradizione militare del Vallum, fu senza dubbio a Monza, come lo attesta un'iscrizione dell'epoca, rimastaci su lamina d'oro in oggi evangelistario del monzese tesoro. Vi ebbe un palazzo e vi partoriva il figlio Adaloaldo, battezzato in San Giovanni dal venerabile servo di Dio Secondo nativo di Trento.
La regina Teodolinda è pei monzesi quella leggendaria figura che Sant'Ambrogio è pei milanesi. Questi fugge la carica vescovile aggirandosi per tre giorni in un bosco, quella fra le alte piante del tortuoso Lambro trovasi faccia a faccia col fiero Precursore che in tuono asciutto gli dice: inalzami qui una chiesa e sarai felice
E la regina in Monza non solo è ricordata, ma è altresì tuttora amata e venerata quasi fosse morta ieri e non 1263 anni or sono. Si parla di essa come un genio benefico e tutelare, anzi si giunge perfino ad attribuirgli quel poco di bene che altri fecero alla Basilica, non escluso il buon Berengario forse in pel primo coronato colla ferrea. 
Fu munificente, perché lasciando cospicui doni alla chiesa da essa fondata, illustrava altamente quella terra che aveva eletta per sua seconda patria, ivi vivendo, ivi morendo, per farsi interrare senza mausoleo come fra le sue genti costumavasi. 
DE DONIS DEI OFFERIT THEODELENDA – REGINA GLORIOSISSEMA SANCTO – IOHANNI BAPTISTAE IN BASELICA QVAM – IPSA FVUNDAVIT IM MODICIA PROPE – PALACIVM SVVM- 
Così sta scritto sul suo Evangelistario […]

martedì 7 settembre 2021

I Tour di Laura - Milano Curiosa

    

MILANO CURIOSA

 Lo sai che a Milano c'è...?

Facciata Casa Omenoni Milano

Quando si passeggia nel centro di Milano, non si può dimenticare di andare a visitare il Castello, il Duomo, la Galleria, il teatro La Scala.
 
Ma sai che cosa c'è intorno? Oppure, in una zona tanto conosciuta sai che si nascondono statue, monumenti, resti, edifici che ci raccontano dettagli particolari e curiosi sulla storia della città?
 
Detective a caccia! Una bella camminata ci porterà alla scoperta di storie sorprendenti, qualche volta dimenticate. Avremo delle risposte chiare e capiremo meglio chi ha vissuto e cosa è stato fatto in qualche angolo più nascosto di Milano.
 
Ai Detectives verrà lasciata una piccola dispensa con le curiosità scoperte, da compilare durante il tour.
Non dimenticare di portare un piccolo astuccio con qualche penna e matita. Disegna, progetta, scrivi!
 
Tour ideale per ragazze/i tra gli 8 e i 12 anni.
 

Durata tour consigliata: 2 ore


Si ricorda che nonostante sia un percorso ideato per bambini, è d'obbligo la presenza di una persona adulta.

Prenota il tour con Laura scrivendo a lauramilanomonza@gmail.com
 
Effettua questo tour se vuoi vedere il centro di Milano con occhi diversi! Conosci tutti i posti che andremo a vedere?


 
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venerdì 18 giugno 2021

I Tour di Laura - Il Castello Sforzesco e i suoi capolavori

 

  .IL CASTELLO SFORZESCO DI MILANO

  Visita in esterno e Capolavori

 
torre castello sforzesco milano

Con i suoi sette secoli di storia, il Castello Sforzesco costituisce la straordinaria testimonianza di tempi gloriosi e drammatici a Milano.
Struttura difensiva all'epoca della famiglia Visconti (XIV - XV), l'edificio fu ricostruito dal nuovo signore della città Francesco Sforza, divenendo cornice di una delle più sfarzose corti europee ai tempi di Galeazzo Maria e Ludovico il Moro.
Con le dominazioni straniere il Castello fu adibito specialmente a caserma. Dopo l'Unità d'Italia, alla fine dell'Ottocento fu restaurato da Luca Beltrami e restituito ai cittadini, trasformato in sede museale e luogo di passeggio.
 
Visitare il Castello significa apprenderne la sua storia e quella dei personaggi che nel passato l'hanno abitato.
Le diverse corti indicano gli antichi usi degli ambienti. 
L'entrata presso le sale museali permette di scoprire saloni affrescati accompagnati da varie raccolte. La visita comprende il Museo d'Arte Antica che svela resti della storia del passato e ancora lo sfarzo dei duchi di Milano.
Non manca la visione del monumento trecentesco di Bernabò Visconti, il ricordo della Milano medioevale, il cinquecentesco Gonfalone di Milano con l'effige di Sant'Ambrogio. La Sala delle Asse (ora in restauro) di Leonardo da Vinci, la Cappella Ducale, il monumento funebre a Gaston de Foix. 
L'ingresso presso l'antico ospedale spagnolo, permette oggi la visione di uno dei capolavori più conosciuti: la Pietà Rondanini di Michelangelo.
 
La visita guidata si conclude con la salita al Museo dei Mobili e alla Pinacoteca.


Durata consigliata 2 ore
Prenota il tour con Laura scrivendo a lauramilanomonza@gmail.com
 
Puoi prenotare questo tour anche con ScorcioCittà...Meraviglia!  
 


Effettua questo tour per scoprire la storia di uno dei monumenti civili più noti a Milano, le vicende dei Visconti e degli Sforza, le collezioni medioevali!

 
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lunedì 19 ottobre 2020

I Tour di Laura - Palazzo Arese Borromeo Cesano Maderno

PALAZZO ARESE BORROMEO - CESANO MADERNO

sala aurora cesano maderno

Il Palazzo Arese Borromeo ed il suo giardino costituiscono un importante complesso monumentale e un pregevole esempio di dimora signorile seicentesca lombarda. 
Sorse per volontà di Bartolomeo III Arese su precedenti possedimenti di famiglia, a partire dal 1626. Personaggio chiave della politica lombarda del Seicento sotto la dominazione spagnola, ricoprì la carica di presidente del Senato di Milano. Forte era dunque l'esigenza di sancire l'importanza degli Arese con la costruzione di un edificio degno del potere e della ricchezza della famiglia.
L'edificio presenta una facciata austera con corte interna, da dove si può ammirare la loggia sopraelevata che funge da belvedere su giardino.

decorazione palazzo arese borromeo cesano
L'interno del palazzo è riccamente decorato da pitture seicentesche e settecentesche. La decorazione presenta diversi soggetti a seconda della destinazione d'uso delle sale: si passa dai soggetti paesaggistici a quelli storici, mitologici, letterari, religiosi e di costume. 
Al piano superiore di notevole importanza sono la Galleria delle Arti Liberali, il salone centrale dei Fasti Romani, la sala della Boschereccia.
Al piano inferiore è invece la lettura allegorica, politica e famigliare, degli affreschi a medaglione sul soffitto.
Da non trascurare è l'affaccio sulle sale alla mosaica, che in origine erano allietate dalla presenza di acqua.
 
Durata consigliata: 2 ore

boscareccia palazzo arese cesano

Prenota il tour con Laura scrivendo a lauramilanomonza@gmail.com
 
Puoi prenotare questo tour anche con ScorcioCittà...Meraviglia! 
 
Effettua questo tour se vuoi scoprire uno dei palazzi maggiormente conservati in bassa Brianza. Avrai l'opportunità di lasciarti stupire da tutte le decorazioni ancora esistenti!  
 
 
 
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martedì 16 giugno 2020

Vecchie Contrade Milanesi

VECCHIE CONTRADE MILANESI

vecchia foto piazza mercanti milano

Ogni città nasce con un suo punto prospettico nel quale, per una inattesa convergenza, si urtano e si fondono gli elementi più tipici: è lì che essa acquista il suo volto caratteristico. Ma questo volto è destinato a cambiare lentamente pel continuo variare di mille particolari; mutamente che, stemperato nel corso degli anni e dei secoli, è quasi inavvertito, proprio come la nostra fisionomia che trascina nella vecchiaia, guastandoli, i segni dell'età matura, nella quale, pur alterati, si possono riconoscere le stigmate della giovinezza.
Dov'è meglio documentata la storia d'una città in tutti i suoi aspetti civili, religiosi, politici, se non nelle sue contrade cioè nelle sue case dove, anche se i secoli le hanno distrutte, permane il ricordo delle vite che ci precedettero e dalle quali discesero a noi virtù e difetti, orgogli e miserie, errori e vittorie?
Milano ebbe sempre, e lo ha ancora, un destino di vivere in perpetua creazione, dando l'immagine di un arco che, alzandosi, si amplia.
Milano nella sua trasformazione ha conservato due caratteristiche che il piccone non demolirà mai: la larghezza espansiva del suo cuore e lo spirito arguto e bonario che l'hanno sempre qualificata per benefica e intelligente.

[...] è indubbio che le primitive abitazioni dell'originaria Milano devono essere state di legno. Qui il bosco era rigoglioso, quindi il materiale copioso e sottomano; d'altronde, per la scarsità delle strade, il loro cattivo stato e la distanza, mancava la possibilità di ricorrere alle colline, ai monti lontani per avere elementi e materiale per costruzioni solide e sicure. Ma per l'ubicazione originaria della città, in mezzo a vastissima pianura, che abbonda di strati argillosi, ab antiquo i Milanesi preferirono nelle costruzioni i mattoni, che si possono fabbricare e cuocere in luogo. [...]

[...] Quando si dice che i milanesi portarono ciascuno la propria pietra al Duomo, non si dice per allegoria. I cittadini andavano proprio a lavorare per niente, a scavare le fondamenta, a portar terre e mattoni; si erano ripartiti in schiere secondo le varie corporazioni artigiane: fabbri, macellai, fornai, armaioli, calzolai, tessitori, sellai, mugnai, pescatori, pellicciai. Oltre agli artigiani lavoravano un giorno gli avvocat


i, un giorno i medici, un altro gli speziali, e così via. Si vide recarsi al lavoro lo stesso Podestà con i magistrati della sua Curia, a dar di piglio alle zappe, e caricarsi sulle spalle le pietre destinate ad alzare le candide mura. Quando venne collocata la pietra dell'Altare Maggiore, davanti ad essa sedettero due cittadini che ricevevano le offerte e le registravano: i libri delle offerte che ancora si conservano negli archivi della Fabbrica dimostrano l'entusiasmo che aveva invaso ogni classe di cittadini. Le donne offrivano le vesti coi bottoni d'argento, le collane, i monili; gli uomini d'arme le loro spade; il contadino le capre, il frumento, le primizie; la massaia il paiolo, la tela, il lino. [...]

giovedì 11 giugno 2020

I tour di Laura - Villa Reale di Monza e giardini

 

LA VILLA REALE DI MONZA E I SUOI GIARDINI

La Villa di Monza fu costruita per volontà dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria tra il 1777 e il 1780 come residenza estiva per il figlio Ferdinando d’Asburgo, governatore generale della Lombardia austriaca.
Il sito, adagiato ai piedi dei colli brianzoli, fu scelto per la sua bellezza, per la sua posizione strategicamente importante, lungo la direttrice Milano-Vienna.
L'architetto scelto fu Giuseppe Piermarini, già noto per il teatro La Scala di Milano.
villa reale monza con fontana
La visita della Villa permette di scoprire
il progetto realizzato, tenendo conto di tutti i proprietari succedutesi nella storia. Basti pensare che il titolo "Reale" fu ottenuto solo durante l'epoca napoleonica.
Di grande spicco è la trasformazione degli interni attuata dagli anni '60 dell'Ottocento, con l'ultima famiglia proprietaria che visse nella villa: Umberto e Margherita di Savoia.
La visita consente quindi di ammirare la bellezza e il lusso recuperato durante i restauri degli ultimi decenni.
D'obbligo è anche una passeggiata nei giardini dell'edificio, sia alla francese che all'inglese.
Centro di studi botanici con meravigliosi esemplari ancora oggi, si affiancherà quello che è il famoso Parco di Monza, polmone verde della città.

Durata consigliata: 2 ore
1h 30 minuti interno + 30 minuti circa passeggiata giardini

Il tour può essere modificato aggiungendo una breve passeggiata nel Parco, inserendo maggiori spazi interni, oppure visitando a poca distanza la Cappella Espiatoria, luogo dove fu assassinato Umberto I di Savoia.

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Effettua questo tour se vuoi vedere una villa di delizia e immergerti nel verde circostante!
 
 
 
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mercoledì 10 giugno 2020

Villa Bagatti Valsecchi - Varedo

 

VILLA BAGATTI VALSECCHI - VAREDO

Una Chiesa per Varedo 

Giardino Villa Bagatti Valsecchi Varedo
Villa Bagatti Valsecchi fu costruita, a Varedo, nel 1881 dagli architetti Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, trasformando una residenza già esistente dall’ultimo decennio del Seicento.
La famiglia Boggiari comprò dei terreni con l’intento di costruire una villa che rappresentasse il decoro e il prestigio raggiunto. Il portico centrale tripartito e leggermente arretrato rispetto ai lati, l’estensione del piano superiore su una superficie minore, sono quel che si percepisce dell’antico edificio, prima della trasformazione compiuta dai Bagatti Valsecchi. Nel 1833 Abbondio Boggiari, ultimo erede della famiglia, fu costretto a vendere i propri possedimenti in ragione dei forti debiti contratti.
Ci furono nuovi acquirenti, fino a quando nel 1864 morendo il padre Pietro, i due fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi ebbero a disposizione una cospicua eredità. Fu così che nel gennaio 1881 si incominciarono ad acquistare gli stabili dei rustici e del giardino. Una volta riaccorpati la villa, i rustici ed i terreni annessi, i due intraprendenti fratelli misero mano ad un intervento di recupero edilizio e di ristilizzazione della villa unico nel suo genere.
Ancora ad oggi l’edificio rimane uno splendido esempio di villa ottocentesca, risultato della mescolanza di elementi ripresi da diverse forme architettoniche del passato. Esternamente l’Ecclettismo è ancora ben visibile:
• al centro della rotonda antistante l’ingresso della Villa, dall’attuale Via Vittorio Emanuele II e dalla città, vi è una statua di epoca romana raffigurante Giulio Cesare;
• ancora nella rotonda antistante l’ingresso della Villa e in tutto il parco, vi sono altre statue di epoca settecentesca, raffiguranti personaggi mitologici ed allegorie;
• vi sono elementi architettonici in stile rinascimentale, come le conchiglie di ostrica nelle cornici delle finestre;
• vi sono elementi architettonici in stile classico come colonnati e portici;
• le tecniche di costruzione utilizzate riprendono varie epoche storiche. Sono ancora oggi visibili volte in cotto e strutture completamente in cemento;
• in cima al corpo centrale vi è un punto belvedere costruito recuperando parte della cella campanaria del quattrocentesco Convento di Sant’Erasmo in Milano. La struttura ricorda le medievali baltresche, torri con funzione militare che erano usate per spiare i nemici;
• si riconoscono gli stili barocco e barocchetto attraverso le strutture dei balconcini e delle balaustre in ferro battuto, oltre che dai frontoni delle finestre mistilinei triangolari, semicircolari e rettangolari;
• il bugnato di protezione alle estremità degli spigoli dell’edificio sottolinea il senso di rusticità, rientranze e aggetti;
la composizione parallelepipeda del complesso, e la conseguente forma piramidale, riprendono forme costruttive più antiche. Il blocco centrale del corpo di fabbrica, composto da due piani, misura 44 m di lunghezza, 17.5 m di larghezza e 23.30 m di altezza, per una superficie complessiva di 750 mq;
• il giardino con cannocchiale ottico all’italiana e alla francese è arricchito e vivacizzato tutt’intorno dall’influenza del giardino all’inglese;
la ricollocazione della porta minore del Lazzaretto di Milano, distrutto nella grande città per far posto a nuovi piani urbanistici, è testimonianza concreta della tendenza al recupero del passato.
Si enfatizza dunque, come la bellezza non sia il privilegio di un periodo o di una nazione, bensì l’accettazione delle tendenze stilistiche delle differenti epoche storiche.

lunedì 10 febbraio 2020

I tour di Laura - Il Cimitero Monumentale di Milano

IL CIMITERO MONUMENTALE DI MILANO

  Il riposo nel museo a cielo aperto

 
sepolture cimitero monumentale milano
 
Il Cimitero Monumentale di Milano è definito museo a cielo aperto.
Simbolo della modernità post unitaria, vi sono all'interno opere scultoree di altissima qualità che testimoniano gli stili dell'ecclettismo, della scapigliatura, del decò, del razionalismo. Solo chi è stato caratterizzato da uno status sociale elevato e un nome celebre, ha potuto essere sepolto in questo cimitero.
È per questo che ancora oggi, visitando questo luogo magico, è possibile scoprire chi ha trasformato Milano in una grande Milano.

tomba achille cimitero monumentale milano
Tomba Achille
Esempi di sepolture:
Alessandro Manzoni
Hayez
Alda Merini
Tomba Falk
Tomba Campari
Dompè di Mondarco
Bistoletti
Bocconi

Giuseppe Mengoni


Accompagna il percorso anche la visita del famedio, dell'ossario, del tempio crematorio.

Le tematiche toccate sono svariate. Artisti, stili, donne, moda, simboli etc



Durata consigliata 2 o 3 ore
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Effettua questo tour per conoscere Milano da chi in parte l'ha creata e scoprire meravigliose sculture! 
 
 
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